Chi sarà il Re dei Mostri dei prossimi anni?

Il Re dei Mostri nel panorama horror cinematografico dei prossimi anni non sarà né Freddy Krueger né Leatherface né altri esseri che provengono dallo spazio o da una realtà misteriosa. Dopo aver abbrutito e potenziato i mostri, creandone di ogni tipo, dalle bambole assassine ai morti che ritornano, dopo aver cercato negli ultimi anni (attraverso remake e contaminazioni di ogni genere) una creatura che potesse convogliare tutte le perversioni e le paure dell’uomo, il cinema dell’orrore torna alle origini, ai simboli che hanno fatto la storia. Così, dal lontano 1818, recupera il Moderno Prometeo di Mary Shelley. Dopo il successo televisivo riscosso da Penny Dreadful, il Mostro di Frankenstein si candida allo scettro, come protagonista di due pellicole nel 2016: Victor Frankenstein di Paul McGuigan (con Daniel Radcliffe) e Frankenstein di Bernard Rose (senza dimenticarci che la Universal Pictures ha annunciato una moderna rivisitazione in un ciclo di film di tutti i suoi mostri sacri).

Il regista londinese, creatore insieme a Clive Barker del mito di Candyman, ritorna all’horror puro con una storia classica, divenuta immortale, ma ancora incredibilmente attuale: “Frankenstein” di Mary Shelley. A distanza di 200 anni dalla pubblicazione del romanzo, la scienza non ha ancora dimostrato di saper creare una coscienza, un sogno che resta ancora impossibile per chiunque: la creazione di un essere umano più intelligente, dotato di salute perfetta e lunga vita. È quello che nel film tenta di fare un’eccentrica coppia di scienziati (interpretati da Carrie-Anne Moss e Danny Huston), grazie ad una supertecnologica stampante 3D, ma il giovane, Adam (interpretato magistralmente da Xavier Samuel), evidenzia ben presto delle complicazioni non previste e viene soppresso e abbandonato perché dato per morto. Ma qualcosa va storto. Adam riesce a scappare dal laboratorio ed è costretto a confrontarsi con la violenza e la cattiveria della gente che lo circonda. Questa perfetta creazione, divenuta un mostro sfigurato, farà i conti con la natura orribile dell’umanità.

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Il Re dei Mostri

 

Ambientato nella Los Angeles di oggi e raccontato interamente dal punto di vista del Mostro, il Frankenstein di Rose, che dirige una sua sceneggiatura originale, è un’audace rivisitazione contemporanea, un film intenso, autoriale, violento e a tratti commovente. Il regista britannico dà prova di essere ormai un autore completo, che conosce perfettamente i tempi filmici, che è in grado di prendere per mano lo spettatore e accompagnarlo nel suo mondo e nella testa di Adam, nel suo dolore, nella sua sofferenza, una volta scoperto il rifiuto dell’amata madre, e nella sua solitudine estrema, emarginato da tutti, tranne che per un senzatetto non vedente (Tony Todd, che torna a lavorare con Rose dai tempi di Candyman).

Rose sorprende con immagini e sequenze singolari e prodigiose, condite da intelligenti e pregevoli movimenti di camera. A curare gli ottimi effetti speciali di make-up è stato il sei volte candidato agli Emmy Randy Westgate. Molti sono stati gli adattamenti del romanzo di Shelley, ma il Frankenstein di Rose è quello forse più intimista ed è una delle migliori versioni realizzate negli ultimi anni.

Frankenstein è stato il film di apertura della quindicesima edizione del Trieste Science+Fiction (3-9 novembre 2015). In Italia uscirà in sala nel 2016, distribuito dalla Barter Entertainment.

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