‘Lo squalo’, dalla cronaca a Steven Spielberg

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Lo squalo (Jaws) è sicuramente una delle pellicole che hanno reso celebre e popolare il regista Steven Spielberg proiettandolo nell’olimpo di Hollywood. Diretto nel 1975 e basato su un romanzo di Peter Benchley, il film è considerato un prototipo del blockbuster estivo, e la sua uscita rappresenta un momento di svolta nella storia del cinema. Non solo. Il thriller campione di incassi in tutto il mondo ha trasformato il mare in un elemento estraneo e spaventoso agli occhi di moltissime generazioni, generando in migliaia di bagnanti una sorta di fobia per l’acqua. Il film provocò così tanta paura che le spiagge ebbero un numeroso calo di presenze nel 1975 a causa del profondo impatto della pellicola. Benché sia un classico del cinema d’azione, il film è da molti considerato responsabile di aver esagerato la reale pericolosità degli squali.

Quello che non tutti sanno è che Lo squalo è ispirato a una storia vera, in particolare a tragici eventi del 1916 che hanno interessato la costa del New Jersey. La terribile estate americana inizia il primo luglio sulla costa della città di Beach Haven: il venticinquenne Charles Vansant, figlio di un uomo d’affari di Philadelphia, viene tirato fuori dall’acqua da un bagnino dopo essere stato attaccato da uno squalo. Il ragazzo morirà poco dopo per dissanguamento causato dalle gravi ferite inferte dall’animale. La stessa sorte toccherà a Charles Bruder, un giovane facchino in un albergo locale, cinque giorni più tardi a Spring Lake, 45 miglia a nord.

Lo squalo, eventi del 1916

Sottovalutando il pericolo, la gente del posto ha ignorato l’avvistamento di uno squalo  che si stava gradualmente spostando a nord di Matawan Creek, un estuario collegato a Raritan Bay. L’unico testimone è il capitano Thomas Cottrell, che stando ai rapporti descrive lo squalo lungo più di dieci piedi, ma i residenti considerano le sue dichiarazioni “esagerate” e influenzate dai recenti attacchi. Saranno destinati a ricredersi. Il 12 luglio a perdere la vita a Matawan Creek è l’undicenne Lester Stillwell. Ad assistere all’aggressione c’è Watson Stanley Fisher: l’uomo cerca di salvare il ragazzino, ma morirà un’ora più tardi per le ferite riportate – in particolare un morso che parte dall’inguine e arriva fino al ginocchio destro. Lo squalo si sposta solo di mezzo miglio per trovare la sua prossima vittima, Joseph Dunn, un adolescente che viene attaccato meno di mezz’ora dopo il signor Fisher, e che riesce a sopravvivere grazie ai suoi amici che riescono a tirarlo in tempo fuori dall’acqua.

Due giorni dopo a Raritan Bay, un grande squalo bianco viene catturato, e i pescatori affermano che al suo interno hanno ritrovato 15 libbre di carne umana e ossa.

A un secolo esatto di distanza, il noto ittiologo di fama internazionale George Burgess, durante un’intervista ha spiegato che la vicenda di cronaca del 1916 è il più terribile attacco da parte dii uno squalo che si sia mai verificato nella storia. Burgess è esperto di squali e ha documentato più di 5000 attacchi in dettaglio (alcuni davvero raccapriccianti) per il Museo di Storia della Florida Nazionale, che dispone di una collezione che risale al Sedicesimo secolo.

Nel 1974 Peter Benchley pubblica il romanzo “Jaws” tradotto in italiano come “Lo squalo”. Per 44 settimane il libro comparve nella lista dei più venduti, e un anno dopo Spielberg ne trasse l’omonimo film. Costato 9 milioni di dollari ne incassò 471 (pari a 1,9 miliardi di dollari odierni). La produzione non ci credeva fino in fondo, e Spielberg fu costretto ad autotassarsi per rigirare una scena a cui teneva particolarmente.

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Da sottolineare che l’effetto che il film fece sul pubblico, generando una psicosi collettiva verso gli squali, non piacque a Benchley, che decise di dedicare il resto della sua vita a proteggere la specie, fino a definirsi “avvocato degli oceani”.

Il film vanta diversi record. Per esempio è il primo blockbuster del cinema contemporaneo: accompagnato da spot martellanti e proiezioni in contemporanea in tutti gli Usa e, in seguito, nel resto del mondo, riuscì ad attirare media e spettatori in tutto il paese. È anche il primo film campione d’incassi estivo: prima de Lo Squalo era impensabile che un film nuovo uscisse in concomitanza con la stagione delle vacanze. In Italia invece la pellicola uscì nelle sale durante l’inverno, il 27 dicembre del 1975.

Uno degli elementi che contribuì al successo del film fu la colonna sonora di John Williams: un motivetto composto dall’alternanza di due sole note, mi e fa, diventato il leit motiv di ogni pericolo imminente.

Secondo uno studio dell’Università di California, condotto da Daniel Blumstein, in parte dipende dai “rumori non lineari” contenuti nel brano, come le urla dei bagnanti che cercano di sfuggire all’attacco dello squalo.

CURIOSITÀ

Lo squalo meccanico

Nel 1975 gli effetti speciali erano merce rara: questo spiega perché per i primi ottanta minuti di film lo squalo non si vede mai interamente: i 3 squali meccanici del film non funzionavano alla perfezione. Uno si era addirittura inabissato. Così Spielberg cercava di giocare di suspense.

Fu usato anche uno squalo vero: ma era decisamente più piccolo del “mostro” che semina terrore durante il secondo tempo del film. Così fu usato un attore di statura più piccola, perché nella proporzione lo squalo sembrasse un bestione di 7,5 metri (invece che 4,2 metri).

Il film fu girato nell’isola di Martha’s Vineyard in Massachusetts, che non figura nei luoghi maggiormente popolati di squali degli Usa. Ma molte scene in mare aperto sono ambientate in Australia, dove in dieci anni, tra il 2004 e il 2013 sono stati registrati 110 attacchi di squali all’uomo (di cui 15 fatali).

(1883)

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