Malombre: l’adunata del terrore

“Malombre” è la nuova antologia per la Dunwich Edizioni, a cura di Nicola Lombardi, disponibile nelle librerie e in formato e-book da novembre.

Non è semplicemente un titolo suggestivo quello che introduce alla lettura ma è soprattutto un richiamo, un’adunata. I grandi scrittori horror del panorama italiano si sono infatti riuniti, al seguito di uno degli autori più apprezzati (il curatore, che ricordiamo per “I ragni zingari” e “La cisterna”), nell’obiettivo comune di creare qualcosa di diverso e, allo stesso modo, rinnovare un chiaro messaggio, che ben viene riassunto dalle parole di Cristian Borghetti: «Volevo scrivere un racconto che fosse terrificante quanto toccante. “Malombre” mi ha permesso di realizzarlo con “La sposa rubata”. Questa raccolta dimostra una volta di più che l’horror italiano è vivo e fa paura.» L’entusiasmo è alto nella truppa delle penne nere nostrane ed è da loro, in primis, che arriva il riconoscimento per il lavoro autoriale di Lombardi: «Io le cose di Nicola Lombardi le ho lette e in tutta tranquillità dico che per me è il più grande autore horror italiano in circolazione. Quando il più grande autore horror italiano ti chiede di scrivere per lui, tu non puoi far altro che sentirti un privilegiato, ringraziare, e metterti giù di impegno.» Afferma con convinzione Alessandro Morbidelli, che non si risparmia in complimenti. «Basta questo per far capire ai lettori che non sono di fronte a un’antologia nata per caso. Le penne che sono qui hanno un inchiostro nerissimo e sono state, in qualche modo, scelte dalle tenebre…».

E, ancora, Daniele Picciuti: «Quando Nicola mi ha proposto di far parte del progetto mi sono sentito lusingato, sapevo che sarebbero saliti a bordo i più grandi nomi dell’horror made in Italy. “Matrimonio di sangue” è un racconto pensato per ribaltare i cliché del genere, amo i rovesciamenti e l’idea mi sembrava adattarsi perfettamente al tipo di storia che serviva a Nicola. Incredibile come la cover scelta in qualche modo rimandi al mio pezzo.»

Nicola Lombardi ha saputo circondarsi degli autori migliori ma anche dei più fedeli compagni per affrontare questa coraggiosa esperienza editoriale: «Io e Nicola siamo amici da tanti anni, e abbiamo anche scritto un romanzo a quattro mani», afferma Luigi Boccia  riferendosi a “La Notte Chiama”, il romanzo edito DelosBooks, da poco in distribuzione «quindi, sapevo bene quello che il curatore di questa antologia stava cercando: le ATMOSFERE, l’inquietudine, il vento che sussurra tra gli alberi come fosse una voce, le ombre, l’immaginazione che si annida nell’oscurità. Insomma, tornare alle radici dell’horror. I cattivi pensieri e la tradizione del buio che si uniscono

Un richiamo, dunque, e un’evocazione dell’orrore, delle paure nascoste nell’ombra, dei demoni che vivono dentro ciascuno di noi: tutto questo vuole raccontare “Malombre”.

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Malombre, l’antologia

 

In quest’oceano di fiducioso orrore, troviamo anche Andrea Biscaro, altro fedelissimo: «Mi ha fatto molto piacere partecipare a questa antologia, curata da un amico e conterraneo (le mie radici sono ferraresi). Anche il mio racconto, “Pezzi”, ha forti legami col mio territorio di origine, che ho trasfigurato attraverso una visione distopica e allucinata.»

I legami che si stringono per gli obiettivi comuni e il rispetto reciproco, sono sempre quelli più duri a morire e recano debiti nel cuore di cui si è felici di potersi liberare, come nel caso di Pietro Gandolfi: «Partecipare a “Malombre” è stato un onore e una splendida occasione. Sono riuscito a sdebitarmi, anche se in minima parte, con Nicola, che mi aiutò ai tempi del mio debutto nel folle mondo dell’editoria, avendo anche l’opportunità di mostrare un lato della mia produzione ancora poco conosciuta, quella più intimista e classicamente horror. “Le tenebre del corpo” è un breve viaggio nell’oscurità, là dove gente come me, Nicola e i compagni di questa avventura si trova particolarmente a proprio agio. Horror rules!»

L’assessment accoglie con gioia, proprio per gli scopi, anche il racconto di Samuel Giorgi: «Tre anziani amici, tre reduci della legione straniera francese, la mente e lo sguardo ancora svegli, lo spirito da combattenti. Non si arrendono all’evidenza di una morte assurda, immotivata. Si lanciano alla caccia di un demone astuto e sfuggente che si nasconde nelle pieghe del quotidiano, dietro volti conosciuti, dietro gesti ripetuti e rassicuranti, ma anche dietro parole contorte, straniere, suoni e modi oscuri e minacciosi. Proprio come una malombra, di notte, tra le travi del tetto di casa

Simonetta Santamaria ben orchestra nelle suo parole il terrore attraverso la metafora sottile e lacera del colore: «Non c’è colore più inquietante del grigio. Il grigio è vago, incerto, si barcamena tra il chiaro e lo scuro, non cela e non mostra ma lascia intuire le forme dietro di sé, come una nebbia cela i suoi mostri. Una nebbia che può anche essere follia: quell’istante in cui tutto perde connotati e consistenza, e ogni cosa può accadere. Quella nebbia che cala sulla mente. Quell’ombra. Malombra

E, ancora, Danilo Arona con le “Pietre Nere”, nutre la suspance attraverso la storia: «Le Pietre Nere fa parte di un mio personale ciclo narrativo, in parte edito, dedicato al chitarrista Morgan Perdinka, l’altra faccia quantica dello scrittore maledetto che si suicida ne L’estate di Montebuio. Si tratta di racconti, come direbbero in America “rock horror”, ma l’horror gioca in sottrazione; ne sono invece protagonisti il palco, la musica, la malinconia per l’impermanenza del tempo che fugge. E fantasmi, perché il chitarrista li vede, un “dono” di cui farebbe volentieri a meno.» Mentre la paura viene rimestata, Malombre con il suo presente diluisce ogni gap artistico: «L’inizio di questa storia va molto indietro nel tempo, credo almeno dieci anni. E tuttavia rimaneva lì, sospesa nella mia testa e in un file negli hard-disk dei computer che nel tempo ho cambiato.» Confessa Diego Matteucci: «Poi, finalmente, ha trovato la propria versione, che forse si riduce a una considerazione, e cioè che il male non può che generare altro male

Tra le voci nere che sporcano di inchiostro l’antologia, quella di Christian Sartirana, ultimo qui, ma non ultimo, dell’adunata di Lombardi: «Blocco creativo è la combinazione tra il mio interesse per la pittura e i pittori e un reale periodo di impotenza creativa. Si trattava di un periodo nel quale ho visto dissolversi decine di idee e progetti per racconti e romanzi, senza che io potessi fare nulla per impedirlo. Tra quelli c’era anche questo racconto che non ho mai concluso, fino a quando alcuni mesi fa non mi è ricapitato davanti al naso. Per quanto concerne il progetto “Malombre” sento che è una buona occasione per presentare i nuovi talenti della scena macabra italiana, affiancati da nomi importanti: l’incontro tra due generazioni di incubi insomma, che non si dividono, ma che si mescolano e si arricchiscono a vicenda.»

È innegabile la qualità delle pagine di “Malombre”: un corpo di carta intriso di male e di genio.

 

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