"Nightworld", intervista a Robert Englund

articolo su www.weirdmovies.itDai produttori di 11 11 11 arriva Nightworld, diretto da Patricio Valladares (Hidden in the Woods), primo lungometraggio prodotto da Open Frame. Robert Englund e Jason London sono i protagonisti di questo thriller psicologico, attualmente in fase di post-produzione. L’uscita nelle sale è prevista per settembre del 2016.

L’ex poliziotto del dipartimento di Los Angeles, Brett Anderson, accetta un lavoro come capo della sicurezza in un vecchio edificio di appartamenti a Sofia, la capitale della Bulgaria. Ma molto presto una serie di eventi bizzarri e terrificanti cominciano a verificarsi. L’uomo comincia a scavare in profondità nella storia del sinistro edificio, a indagare sui vecchi proprietari e sui dipendenti, e scopre che una forza malefica si nasconde nella profondità del vecchio palazzo… Una forza occulta che vuole entrare nel nostro mondo…

Dietro questo nuovo film horror dalle grandi aspettative c’è ancora il produttore italiano Loris Curci (con Magi Halvadjian e Silvester Yordanov), che ha all’attivo diversi progetti internazionali, dal serbo Zone of the Dead a Night of the Sinner, sempre con Robert Englund nei panni del protagonista, passando per 11-11-11 di Darren Lynn Bousman e il remake di Hidden in the Woods, fino a Landmine.

INTERVISTA

ROBERT ENGLUND: Nightworld è una delle migliori sceneggiature che io abbia letto di recente. E mi ha proposto la sfida di recitare nel ruolo di un personaggio che non avevo mai interpretato… Sono il custode di un edificio misterioso nel cuore di Sofia, in Bulgaria. È stata divertente da leggere, scritta molto bene, cosa non comune fra le tante sceneggiature che ricevo di solito. Inoltre, mi ha dato la possibilità di tornare a lavorare con Loris Curci, il produttore.

L.B: Nightworld è un film che fa paura? Quali sono secondo te gli elementi principali che definiscono l’anima di questo nuovo ed atteso progetto cinematografico?

R.E: Nightworld è un film molto spaventoso. È terrorizzante, teso, e mantiene ben nascosti i suoi segreti fino alla fine. Non mi è permesso dire di più, e non intendo rivelare troppo, ma mi basti dire che i personaggi del film si trovano ad affrontare un Male che va al di là delle loro convinzioni…

articolo su www.weirdmovies.itL.B: Come ti sei trovato a lavorare con Patricio Valladares?

R.E: Oh, Patricio è divertente. Il suo inglese non è dei migliori, ma ce la siamo cavata molto bene, e infatti ho capito esattamente dove voleva andare. Mi ha offerto molti riferimenti di film che amiamo entrambi. Shining, così come L’inquilino del terzo piano di Polanski… Sa quello che fa… È stato davvero divertente trovarsi su quel set.

L.B: Gli effetti speciali curati da Sofia Rakova sono una componente importanti del film. Secondo te, nell’epoca della computer grafica (che spesso rende tutto plastico e standardizzato), il make-up e gli effetti “artigianali” possono ancora fare la differenza?

R.E: Sofia è una donna di grande talento. E poi non ha dovuto impiegare troppo tempo sul mio make-up… Per una volta non ho dovuto trascorrere ore sulla poltroncina del trucco (ride). Ma ho visto il suo lavoro, e ne sono rimasto molto impressionato. Inoltre, ha un ottimo atteggiamento.

L.B: Siamo davvero curiosi: cosa puoi raccontarci del personaggio che interpreti? Sei uno dei “cattivi” o uno “buoni”?

R.E: Come dicevo, io sono un cieco che un tempo sorvegliava un sinistro edificio nel centro di Sofia, in Bulgaria. Il mio personaggio è stato in servizio come custode notturno di quel luogo, e conosce tutti i suoi segreti, la sua storia. Lui sarà la chiave per comprendere e affrontare la terribile minaccia che proviene dalle viscere dell’edificio.

L.B: Nightworld è il tuo secondo film dopo Night of the Sinner del 2009 con il produttore italiano Loris Curci, che si sta imponendo come una delle più importanti figure nella rinascita del cinema di genere in Europa. Com’è nato e come si è evoluto il vostro rapporto?

R.E: Loris e io… andiamo indietro di almeno 25 anni. Stava traducendo per me durante i festival a Milano, Roma, San Sebastian, e faceva un sacco di pubblicità ai film che giravo allora. In realtà, Nightworld è il quinto film che facciamo insieme. Abbiamo iniziato con un film drammatico in Croazia e fatto vari buoni film in giro per il mondo. È un buon amico, e anche un produttore di talento.

articolo su www.weirdmovies.itL.B: Oggi in America come nel resto del mondo il cinema horror è chiaramente in carenza di idee: c’è la corsa sfrenata ai remake, gli effetti speciali hanno sostituito l’atmosfera, l’angoscia e l’inquietudine, e le storie sembrano assomigliarsi tutte. I “cult” degli anni Ottanta/Novanta continuano ad essere l’unico punto di riferimento per gli appassionati, che si sentono “confusi”. Di chi è la colpa?

R.E: Questa è una grossa domanda. Internet, probabilmente. L’industria sta cambiando, adattandosi alle nuove tendenze, e la gente trascorre ore davanti a  computer e smartphone, a guardare film. E soprattutto, forse, ci sono in circolazione meno registi talentuosi. Wes Craven è morto, Dario Argento non lavora più molto. Penso anche che i fan siano cambiati, ma l’industria continua a produrre horror. Il che significa, allora, che funziona ancora.

L.B: Sono oltre cento i film e le serie tv in cui hai recitato. Lo sanno tutti, il tuo nome come attore sale alla ribalta in tutto il mondo quando nel 1984 in A Nightamare on Elm Street indossi i guanti di Freddy Krueger, uno dei cattivi più riusciti e amati della storia del cinema horror. Per quali motivi benedici Freddy Krueger per essere entrato nella tua vita? E, naturalmente, per quali motivi lo maledici…

R.E: Ricordo che quando arrivai e incontrai Wes Craven per il casting del primo Nightmare, Wes non aveva un’idea chiarissima di come avrebbe dovuto essere Freddy. Io provai con la mia tipica risata alla Freddy, e a lui piacque davvero. E poi le cose si sono evolute in proporzione, e Freddy è diventato me e io sono diventato Freddy. Non mi troverei dove sono ora, se non fosse stato per Nightmare. Devo la mia carriera a quel personaggio… in un certo modo, io sarò sempre Freddy.

articolo su www.weirdmovies.itL.B: 976 chiamata per il diavolo del 1985 è il primo film da regista, nell’89 hai diretto due episodi della serie Freddy’s Nightmare e nel 2008 sei tornato dietro la macchina da presa con Killer Pad. Come ti senti nei panni del regista?

R.E: Ho cercato di girare un altro film in Italia… con Loris, di nuovo. Si intitolava The Vij e si basava su una leggenda russa. Avevamo trovato le location ed eravamo partiti col casting, poi… be’, sai, niente è facile, nel cinema. Ma era un’ottima sceneggiatura, e spero che un giorno saremo in grado di fare quel film. Forse in Italia, chissà…

L.B: Per Robert Englund chi è il regista dell’horror che oggi più riesce a spaventare con i suoi film? E perché?

R.E: Domanda difficile. Ce ne sono tanti, là fuori… Un paio di anni fa lavorai in un film intitolato The Last Showing. Film brillante, con un regista brillante. Si chiama Phil Hawkins. Dai una controllata. E poi ci sono pochi altri, giovani, che so essere in grado di offrirci ottimi film di genere, in futuro.

L.B: Quali sono i tuoi progetti futuri?

R.E: Ho appena terminato un film intitolato Abruptio, con Chris McDonald. E poi ho letto la stupefacente sceneggiatura di un film che spero qualcuno vorrà acquistare. Il titolo è Mr. Perwinkle ed è parecchio divertente. Spaventoso e originale. Potrebbe rivelarsi un affare, e vorrei davvero vederlo realizzare.

Luigi Boccia

 

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