Alan D. Altieri e la “morte-spettacolo”

articolo su www.weirdmovies.itAlan D. Altieri è tra gli autori (e traduttori) più conosciuti del panorama del fantastico italiano. Weird Movies lo ha intervistato in occasione dell’uscita dell’antologia Sotto un cielo rosso sangue, a cura di Luigi Boccia (con la collaborazione di Lorenzo Ricciardi), in cui Altieri è presente con il racconto Totentanz. L’antologia vanta tra le firme più prestigiose del panorama italiano ed internazionale:  Joe R. LansdaleRamsey CampbellTullio DobnerMichael LamoGianfranco NerozziDario TonaniStefano Di MarinoNicola LombardiMassimo PerissinottoGiada CecchinelliDiego Matteucci e Christian Sartirana.

L’antologia è ordinale sul sito Weird Book.

LUIGI BOCCIA: Totentanz è un racconto costellato di metafore: una critica (massacrante) sulla televisione che ci indebolisce e ci svuota, e un monito (ancor più crudele) verso noi-tutti-spettatori, che si lasciano consumare/torturare senza opporre resistenza, senza ritrovare un briciolo di umanità e coscienza. La violenza regna sovrana. Il racconto è una sorta di finestra che si affaccia sul nostro “futuro interiore”… Qual è la vera essenza di Totentanz?

ALAN D. ALTIERI: Anzitutto, grande grazie per avermi dei vostri. Andando dritti al punto, Totentanz vuole essere una radiografia sia della morte-spettacolo che della società suicida. Per certi versi, entrambe sono tematiche archetipiche. Per me tematiche fulcrali. Partendo dal grande, profetico libro, e film, La Morte in Diretta la spettacolarizzazione della morte stessa da un lato, dell’assassinio efferato dall’altro, sono diventate componenti pressoché irrinunciabili del quotidiano. L’era della comunicazione in real-time, definitivamente sancita dall’onnipresenza degli smartphones, ha abbattuto le poche, fragili barriere rimaste. A tutti gli effetti, il real-time ha demolito il concetto stesso di continuum. Tutto accade in simultanea in un non-luogo digitale/virtuale. Non ci sono più solamente i (più o meno grotteschi) selfies, c’è soprattutto la spettacolarizzazione della strage ben oltre il limite tossico. Ogni telegiornale è un tunnel degli orrori. Ogni vettore internet di comunicazione visuale è l’orgia del massacro.

È precisamente in questo contesto che si colloca Totentanz: dalla diffusione casuale e/o caotica della morte, alla premeditazione della morte come intrattenimento di massa. Se la struttura del potere come la conosciamo oggi –omicidaria per definizione – riuscisse a trovare un trucco atto a by-passare le ipocrisie della cosiddetta legalità, ritengo che una trasmissione come Totentanz  schianterebbe ogni record di ascolto conosciuto.

LUIGI BOCCIA: Il racconto è apparso per la prima volta in un’altra antologia, Underworlds – Echi dal lato oscuro del 2011, uscita con Tea. Secondo te, il cinema e la letteratura, possono ancora salvarci dalle “tenebre sociali” che ci stanno abbrutendo e omologando (condizione alla quale sembriamo rassegnati)? A volte ho l’impressione che anche gli scrittori e i registi si stiano lasciando andare, nel senso che hanno poco o niente da raccontare…

articolo su www.weirdmovies.itALAN D. ALTIERI: Se stai parlando di livellamento all’orrido, quasi banalizzazione dell’orrido – ciò che la somma pensatrice Hannah Arendt aveva definito la banalità del male – è inevitabile non vederlo avanzare a tutti i livelli della società. Non me la sento di fare riferimento ai lavori di altri. Riguardo al mio personale lavoro, chi sceglie di seguirlo è ben consapevole della mia visione catastrofale della natura (in)umana.

A tutti gli effetti, i racconti di Underworlds – da Totentanz fino a L’ultimo rogo della Morte Rossa, mio deferente omaggio dall’immortale maestro Edgar Allan Poe – mostrano diverse varianti proprio di quella di quella visione. In buona sostanza, abbiamo incontrato i quattro cavalieri dell’Apocalisse. E quei cavalieri siamo noi.

LUIGI BOCCIA: Come traduttore hai recentemente terminato un’antologia di racconti di Lovecraft per la Feltrinelli, Il dominatore delle tenebre. Una volta al telefono (eri in dirittura finale dell’opera) mi hai detto che è stato uno dei lavori più difficili che tu abbia affrontato. Come mai?

ALAN D. ALTIERI: Il Dominatore delle Tenebre, permettimi di aggiungere – l’uscita è della fine di questo scorso maggio 2016 – Il Profeta dell’Incubo, Feltrinelli UE, in cui viene esplorato “il ciclo del sogno”, forse l’assieme più arcano della epocale opera del leggendario Howard Phillips Lovecraft. Le difficoltà di cui ti parlavo sono di natura sia stilistica che semantica. Attingendo direttamente proprio all’opera di E.A. Poe, HPL narra in un periodare al tempo stesso aulico  e gotico, inquietante e spiazzante. Periodi molto lunghi, vasto uso di incidentali, continui riferimenti incrociati. Una metodologia narrativa comunque straordinaria anche se, a tratti e nelle prospettive attuali di lettura, può risultare non immediata.

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La mia proposta come traduttore – accettata e sottoscritta dalla direzione editoriale Feltrinelli – è al tempo stesso semplice e, ipotizzo, temeraria: collocare nella versione italiana punti fermi non presenti nella versione originale. Punti che contribuiscono a rendere il ritmo narrativo più compresso e, mi auguro, più incalzante. Fino a questo momento, nemmeno i più rigorosi puristi hanno obbiettato. Tengo le dita incrociate.

LUIGI BOCCIA: Chi è per Altieri H.P. Lovecraft? Perché l’universo immaginifico dello scrittore di Providence è ancora talmente potente? Perché i suoi libri continuano ad essere letti di generazione in generazione (e la popolarità del suo personaggio non cala di un millimetro)?

ALAN D. ALTIERI: Nei mondi della letteratura dell’inquietudine – passami il termine – HPL è e rimarrà un maestro immortale appartenente a pieno diritto al medesimo olimpo di Edgar Allan Poe. Non è, né può essere, un caso se è lo stesso HPL ad affermare di avere attinto da tutte le tematiche e da tutti gli stilemi dello stesso Poe.

La universalità di HPL? Avere creato, letteralmente e letterariamente, tutti i generi del fantastico nei quali siamo ancora immersi. Dal gotico all’horror, dal fantasy alla fantascienza, dal macabro all’onirico, non esiste risvolto delle dimensioni della tenebra – interiore e allargata – che HPL non abbia affrontato, rivisitato, aggiornato. Così come non esiste autore contemporaneo di tutti questi generi – inclusi mostri sacri quali Stephen King e George R.R. Martin – che non ammetta di avere non semplicemente attinto, ma decisamente copiato, dall’opera di HPL in senso lato. In sintesi, senza HPL la letteratura dell’inquietudine così come la conosciamo oggi non esisterebbe.

LUIGI BOCCIA: Vogliamo sapere tutto ciò che è possibile sapere sul nuovo romanzo che stai ultimando…

ALAN D. ALTIERI: La prima metà dell’anno 2016 ha visto il completamento di due nuove puntate di due diverse serie sulle quali lavoro da tempo. First up, Sniper 4/Orizzonti di acciaio, quarto episodio – di cinque pianificati – della saga combat/thriller che vede come protagonista Russell Brendan Kane, master-sniper del SAS britannico. Sopravvissuto al vulcano petrolifero che chiude Sniper 3/Victoria Cross, Kane è ora un one-man-army deciso a chiudere i conti con la sua nemesi, il super-terrorista Declan Michael Cross.

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Sniper 4/Orizzonti di acciaio, Mondadori Segretissimo, sarà distribuito in tutte le edicole a partire dai primi di questo agosto, dove resterà fino a tutto il mese di settembre. L’altro testo da me compiuto è Terminal War 2/Magellan, secondo episodio, di sei, dell’epopea futuristica – anche se siamo in area decisamente fantascientifica – ambientata in un mondo, il nostro mondo, ben oltre il limite critico. In tutti i sensi.

Magellan prende le mosse esattamente da dove Juggernaut, romanzo di apertura della serie, si conclude, dilatandosi a una spedizione verso lo spazio profondo alla ricerca di…. oops, sorry. Terminal War 2/Magellan dovrebbe apparire da TEA nell’autunno del 2016.

LUIGI BOCCIA: I progetti per il futuro invece? Verso quale lande si sta spostando la potente immaginazione di Alan D. Altieri?

ALAN D. ALTIERI: Un grande grazie per la potente immaginazione. Oltre a svariate traduzioni “di peso”, dal punto di vista narrativo il 2017 vedrà da un lato in quinto installment di Sniper e il terzo volume di Terminal War… Senza con questo dimenticare Weird Movies e il nostro weird weird world.

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