Zombie Revolution, il mondo appartiene ai non-morti

N7

I morti viventi continuano a dominare il mondo. Da personaggio relegato ai piani bassi dei B-Movie per oltre cinquant’anni a eccellenza, fenomeno televisivo, celebrità: lo zombie affascina e irretisce il piccolo schermo, il cinema, la cultura popolare. E persino la scienza, visto che una società americana sta studiando un modo “per resuscitare i morti”. Dall’horror alla fantascienza il passo è breve nella società del nuovo millennio, dove la fantasia tecnologica si mescola e si confonde alla realtà, ma gli zombie che fanno audience da record in prima serata sono fondamentalmente mostri classici (sempre gli stessi da oltre cinquant’anni, quelli lenti e senza cervello che ciondolano sulle strade come pezzi di legno alla deriva).

E mentre i walking dead pilotano l’interesse delle major (tutto comincia con The Walking Dead che ha ridefinito i confini e la popolarità dell’horror), dall’altro c’è mezza Hollywood schierata sul fronte della moda remake: gli anni Ottanta vengono saccheggiati senza ritegno, e non si contano più “le copie” dei film cult degli ultimi trent’anni che sono in preparazione per il cinema o la televisione – basti per tutti la serie televisiva de L’esorcista.

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Paradossalmente, mentre gli effetti speciali e la computer grafica si spingono oltre l’impossibile cercando di trasportarci in una realtà sempre più virtuale, noi torniamo sempre indietro. Le grandi saghe (Hellraiser, Non aprite quella porta, Venerdì 13) e i soliti noti (Penniwyse di It e Jack di Shining, tanto per fare degli esempi) sono inequivocabili punti di riferimento giornaliero per i social e per gli appassionati. E i film nuovi attirano l’attenzione per un momento, ma poi passano senza lasciare un segno, non se ne discute più. Come se fossimo tutti vittime di una maledizione. Non riusciamo a dimenticare. E il genere stesso sembra esistere solo in funzione della sua storia e non del suo presente.

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Siamo schiavi del nostro passato in altre parole, e forse perché raramente il cinema moderno riesce a trasmetterci un brivido. I produttori credono che basterà una valanga di remake a salvare il genere, ma si sbagliano.

Perché è la magia quella manca. E non ci sono soldi o effetti speciali che tengano…

 

LE INTERVISTE

TAKASHI MIIKE:  un artista poliedrico, un eccellente artigiano, forse uno dei cineasti più prolifici che siano mai esistiti, capace di realizzare 4-5 film all’anno per un totale di quasi 100 film in poco più di 20 anni.

BERNARD ROSE: è noto per aver diretto Candyman (1992), l’adattamento cinematografico di un racconto breve di Clive Barker, con il quale divenne celebre in tutto il mondo. Oggi è ritornato al genere che lo ha reso famoso con Frankenstein.

GEORGE ROMERO: il regista che ha creato lo zombie cinematografico pronto a cimentarsi in una nuova sfida cinematografica per rivitalizzare il genere horror.

DAVE ERICKSON: è produttore esecutivo e creatore insieme a Robert Kirkman della serie Fear The Walking Dead. Dickerson è stato anche regista di diverse puntate di The Walking Dead e di altre serie televisive di successo come Dexter e Masters of Horror.

DOMIZIANO CRISTOPHARO: è il regista italiano che ha fatto dell’indipendenza e dell’autonomia più selvaggia il suo marchio di fabbrica artistico, attirando l’attenzione degli Stati Uniti e dei più importanti paesi in Europa.

MAURIZIO DE PAOLA: la mente creativa di una collana di libri da edicola che spazia dalla fantascienza all’horror per una narrativa fuori dagli schemi comuni.

ARTICOLI IN PRIMO PIANO

ZOMBIE REVOLUTION. Gli zombie dominano l’immaginario collettivo, dal cinema alla tv, dalla cultura pop alla scienza.

TUTTI I PEZZI DI FRANKENSTEIN. La rinascita del mostro immortale nell’universo cinematografico.

THE AMITYVILLE HORROR. La saga della casa infestata più famosa di Hollywood.

THE RING. Mitologia e metafora della televisione che uccide

RUBRICHE

WEIRD WAREWOLF. Welcome to Necro-Planet (di Sergio “Alan” D. Altieri).

COME SI SCRIVE UN FILM.Gli stumenti del mestiere (di Franco Forte).

AI CONFINI DEL NERO. Fuga dalla gabbia (di Gianfranco Nerozzi).

RAPID FIRE.Il francese ha sempre una pistola (di Stefano di Marino).

“Weird Movies” numero 7 è disponibile in formato cartaceo e digitale.

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